
I MACROAMBIENTI IN "CONAN"
Ed ecco finalmente quello che mi piace definire come l'aspetto più affascinante nello sviluppo della serie di "Conan": l'utilizzo delle ambientazioni.
A partire dallo stesso prologo, lo spettatore viene immerso in un mondo quasi immateriale fatto non più di fisicità, ma di ambientazioni e di interazione tra queste ed i protagonisti. Interazione su cui si basa quasi interamente lo svolgersi degli eventi.
In particolare il magistrale utilizzo dei Macroambienti sembra avere due evidenti ripercussioni. La prima è l'esasperazione dei pericoli e delle complesse situazioni che via via i nostri protagonisti affronteranno. E l'aspetto che stupisce maggiormente è a non essere il banale pericolo di una determinata situazione a tenere in tensione lo spettatore, ma un più generale senso di impotenza. Impotenza di fronte ad un qualcosa di ben più grande di Conan, dello spettatore o del pericolo in se stesso. Un avversario che non è un ostacolo fisico, sia esso uomo, o un arma, od altro,ma è la natura stessa. In particolare il fattore che influenza maggiormente questa sensazione di "mancanza di respiro" è la spropositata differenza tra la figura dei protagonisti e il macroambiente che circonda il pericolo. Pensiamo solo a Lana sospesa nella Torre del Sole a centinaia di metri da terra, od in altri episodi al mare, con Conan legato mani a piedi in mezzo all'Oceano e poi la terra (Conan e Lana che attraversano un deserto sterminato) e poi nuovamente al mare (a piedi nudi nelle oscure profondità del cantiere di recupero) e poi ancora il cielo (nello scontro con il Gigante). Neanche a dirlo i nostri amici supereranno tutte queste prove per giungere alla certezza che alla fine, con il loro coraggio, con l'amore, con la costanza essi altro non sono se non la reincarnazione dei valori che la natura stessa rappresenta.
Il secondo punto è direttamente collegato più che ai Macroambienti, ai cambi di ambientazione ed a come Miyazaki li utilizzi spesso per rallentare la tensione degli eventi o in altri casi per dare una svolta dinamica all'episodio. Tale cambio sovente corrisponde ad un passaggio da "esteriore" ad "interiore", da una fase di azione, pericolo, tensione ad un'altra di rilassamento ed analisi introspettiva. E viceversa. Basti pensare all'ottavo episodio quando Conan e Lana si rilassano sulla spiaggia dopo aver lottato contro il tempo e la morte nei bui fondali marini. Oppure più semplicemente al ritorno di Conan nell'isola dopo lo scontro sul falco con il nonno che di li a poco morirà.
Questi sono solo un paio di esempi, ma in realtà è facilmente osservabile come tutta la serie sia caratterizzata da un continuo passaggio tra Macroambienti.
Vediamo allora quali sono i principali teatri di ambietazione in "Conan". Ciascuno ha un ruolo ed un significato ben preciso. Ho cercato di dare un'interpretazione il più impersonale possibile, anche se credo di non esserci riuscito.
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IL MARE
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Il mare è in realtà il primo macroambiente che incontriamo in "Conan". Infatti, anche se il nostro protagonista vive su di un'isola, vedremo da subito come il suo "habitat naturale" sia quello marino molto più di quello terrestre. Fin da bambino infatti, Conan ha sviluppato un enorme abilità di nuotatore e di pescatore ed è da subito evidente come si trovi piuttosto a suo agio nelle profondità oceaniche. E questo non è a caso.
Simbolo di una potenza che non si può dominare o controllare (non dimentichiamoci che ha spazzato via l'intero pianeta), il mare è rappresentato in tutto e per tutto dalla figura di Conan, molto più che da Deis. Egli infatti ha timore del mare, mentre Conan riesce con serenità a "dominarlo". Il mare "purifica" il male e lo spazza via come una foglia. Altro motivo dunque per spiegare e comprendere la purezza d'animo di Conan. Egli non teme le onde, perchè fanno parte del suo mondo, fatto di purezza e spirito di sacrificio. Anch'egli, quindi come le potenti onde marine è incredibilmente forte e "libero", svincolato da canoni o pregiudizi egli ha sviluppato una robustezza fisica in sinergia con la potenza del mare. Riflettendo su un discorso più generale vedremo come in "Conan" il mare sia, oltre che un habitat, anche un'importante metafora. Simbolo di sicurezza, forza, energia e potenza, ma anche e soprattutto di purificazione, il mare sarà per tutta la serie una costante, sempre all'erta, per ricordare all'uomo che la naturna non si può sfidare, non si può provocare e soprattutto, non si può sconfiggere.
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IL CIELO
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Secondo macroambiente in ordine di apparizione, il cielo è, insieme al mare, teatro d'ambientazione fortemente utilizzato fin dalla prima puntata. I protagonisti qui sono Lana e Teki, ed il cielo li rappresenta in tutto e per tutto. Metafora di leggerezza, dolcezza e soprattutto di libertà, il cielo riesca magistralmente a comunicare allo spettatore una sensazione di infinito e di immortale. Insieme a Teki, nel cielo, mezzo di comunicazione tra Lana e suo nonno, volano liberi i pensieri, lontani da sguardi indiscreti e certi della loro destinazione. Il cielo è per Lana e Teki un rifugio sicuro, un luogo in cui poter rilassare la mente e il corpo.
Ma la cattiveria umana è sempre in agguato e anche il cielo non ne sarà esonerato. Qui avranno luogo epici scontri tra macchine e macchine, tra macchine e uomo e tra uomo e uomo. Esso sarà il teatro principale di spettacolari battaglie volte ad ottenere il simbolo più importante da lui custodito: la libertà.
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LA TERRA

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Terzo macroambiente approfondito in "Conan" (con Indastria), la terra è ancora una volta simbolo di potenza e vigore anche se in completa opposizione al mare. Fino agli ultimi istanti dell'ultimo episodio, la terra rappresenterà il caos, l'instabilità nonchè la corruzione e il vecchio mondo, mentre il mare al contrario sarà la forza purificatrice. In "Conan" gli elementi associabili alla terra sono solamente due: le isole ed Indastria. In realtà le prime non possono essere considerati elementi di terra come macroambiente, in quanto molto piccole, eccezione appunto per Indastria e comunque del tutto legate al mare. Sia per Highharbor che per l'isola perduta o l'isola della plastica, il mare è la fonte di vita che le "controlla" e che ne permette l'esistenza. Senza di esso in quei luoghi, non esisterebbe più nulla. Ed è proprio Indastria la conferma a questa ipotesi. Indastria non vive grazie al mare, ma grazie alla terra ed ai suoi frutti, in questo caso la plastica e la Torre del Sole. Indastria E' la terra come Macroambiente e soltanto lei, con il suo enorme deserto, la Torre e gli infiniti cunicoli sotterranei che la caratterizzano. Se si esclude Indastria.......non credo resti molto. Al termine della serie esattamente come Conan avrà eliminato ciò che restava della cattiveria passata, dando così forza e vigore a chi prima era prigioniero, così il mare eliminerà la terra "corrotta" seppellendo Indastria e restituendo contemporanemente forza e vigore all'Isola Perduta. Isola nonostante tutto e fino a quel momento prigioniera del passato. |
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